Missione

Credo profondamente in una comunicazione etica e credo che, nonostante la cornice neoliberista del mercato in cui operiamo, sia ancora possibile essere autentici quando si parla di marketing e comunicazione. Per me l’etica non è una parola da infilare in uno spazio vuoto di un sito web: è il modo in cui cerco di lavorare e di vivere ogni singolo giorno.

La coerenza necessaria per sostenere davvero questo tipo di etica purtroppo diventa sempre più difficile da mantenere ma cerco di fare tutto ciò che posso per proteggere la mia dignità di persona e professionista, mantenendo lo stesso approccio con le persone che scelgono di lavorare con me. E lo faccio soprattutto pensando alle migliaia di persone che entrano in contatto con il mio lavoro ogni giorno attraverso un social, uno spot, una adv.

Sono perfettamente consapevole che la logica del mercato molto spesso viene prima di qualsiasi altra logica. Se è questo ciò che cerchi, allora semplicemente non sono la collaboratrice giusta per te. Fare qualunque cosa a ogni costo pur di vendere non rientra tra i miei principi.

Ma se condividi la mia missione di restituire dignità a una professione creativa ma anche profondamente analitica, troppo spesso piegata alla logica del fatturato contro ogni scrupolo, senza considerare le implicazioni politiche, etiche, morali e intellettuali di ciò che si fa, allora la nostra collaborazione sarà fertile e arricchente per entrambi.

Visione

La mia visione è quella di un futuro in cui la comunicazione non sia ridotta a numeri, target o transazioni ma sia radicata nella dignità, nella consapevolezza e nel rispetto. Voglio contribuire a trasformare marketing e comunicazione in campi che tengano conto non solo dei risultati di business, ma anche dei contesti politici, etici, morali e intellettuali.

Nella mia visione non esistono “clienti” o “utenti”: esistono persone, con storie, valori e identità che meritano di essere riconosciute e rispettate.

Rifiuto la mediocrità, la superficialità e l’atteggiamento del “basta consegnare”, quello per cui si produce un numero prestabilito di contenuti solo per adempiere a un contratto. Credo nella bellezza, nella dedizione, nella comunità e nel feedback di chi entra in relazione con la mia comunicazione.

Credo nella ricchezza del patrimonio culturale e artistico condiviso. Credo persino nella perfezione della bruttezza, nell’unicità di ciò che è brutto, perché porta con sé carattere e personalità. Qualcosa che la mediocrità non potrà mai raggiungere. Nemmeno con ChatGPT.

Valori

Credo in un mondo non globalizzato, ma unito dalle sue differenze che arricchiscono tutti. Credo in una società partecipe, presente e attenta. Credo nel potere degli strumenti di comunicazione quando servono a risvegliare le menti, non ad addormentarle.

Credo nell’autodeterminazione delle comunità e rifiuto l’individualismo esasperato che genera egoismo e distrugge il senso dello stare insieme.

Le masse mi spaventano, ma amo la dimensione collettiva, perché per crescere un bambino serve un intero villaggio. Credo nel principio del mutuo aiuto e mi oppongo alla depoliticizzazione della società in cui viviamo, ci muoviamo, consumiamo e moriamo. Credo che il personale sia politico: nessuno è immacolato, ma tutti siamo specchi.

Credo in una società orizzontale, perché ciò che viene dall’alto è carità, mentre ciò che nasce tra pari è solidarietà. Non uso mai la parola “inclusione”, perché nessuno di noi ha il potere di escludere: se usi quella parola nella tua comunicazione, ti sei già posto sopra qualcuno che stai discriminando.

Non ho mai fatto, e non farò mai, distinzioni basate sul colore della pelle, sulla nazionalità, sulla religione o sulla classe sociale: se sei un idiota, lo dirò, e nessuna di queste cose ne sarà mai il motivo.

Credo nel potere della parola, e ne conosco le virtù e le trappole, i pericoli e le liberazioni. Credo nella partecipazione, nel dialogo e persino nel conflitto, perché qualcosa, da lì, accade sempre.